I rapporti tra le “due metà” – Documento 2

Quando vanno... meno d'accordo

Inutile negare che al momento in cui insorge qualche problema… solitamente intervengono le donne a salvare la situazione… e i beni!

Una moglie voleva preservare la propria dote perché il marito aveva sperperato il suo guadagno. Periodo napoleonico.

“Napoleone primo per la Grazia di Dio e le costituzioni Imperatore de’ francesi, Re d’Italia e Protettore della confederazione del Reno a tutti i presenti e venturi salute.”

La Corte di Giustizia civile e criminale del Dipartimento Brenta ha reso il seguente giudicato tra Luigia Koryenskj moglie del Sig.e Giovanni Gorgo, possidente, domiciliata in Prato della Valle, attrice per citazione 13 ottobre 1811, patrocinata da Andrea dalla Libera, contro il signor Giovanni Gorgo di lei marito domiciliato con essa, possidente Reo convenuto contumace e senza patrocinatore.

Espone l’attrice di essersi nell’anno 1795 congiunta in matrimonio con Sig.r Giovanni Gorgo al quale ha consegnato una Dote […]

[di fiorini 20.000 sono italiane lire 51.167,90 la quale gli fu costituita con Nuziale 25 marzo 1795 ed esiste inscrita alle Ippoteche nel Nuziale stesso il marito per il caso di sua premorienza le assegnò un’annua pensione di fiorini 1000 sono italiane lire 2558.93 che conseguiti dalla medesima successivamente molti danari ed effetti Parafernali [parafernali: beni della moglie non costituiti in dote né in patrimonio famigliare né in comunione, coi quali però la moglie è tenuta a contribuire alle spese della famiglia ], li diede tutti al marito il quale se ne confessò debitore verso di essa cioè di fiorini 25000 con carta 8 agosto 1802 che formano lire 64983.23 e di lire 15770 con Carta 14 novembre 1811 che richiama le anteriori  […] ].

Che lo stato del marito una volta florido e decente, ora per le generali vicende è talmente coperto da passività che qualora non ne preservi la moglie una parte colli suoi diritti rimanerebbe del tutto disperso”.

Che questo stato consistente nell’attivo in circa lire 230.000 italiane dando anche un massimo  valore alli fondi” … “Quali tutte passività formano lire 393.237, cosichè il passivo supera l’attivo almeno per lire 163.151,01.

Che tali dolorose circostanze costrinsero l’attrice a dover provedere alla Salvezza ed assicurazione dei suoi diritti all’oggetto di presservare un mezzo di sussistenza a sette innocenti figli, frutto di tale matrimonio.
Che perciò dietro l’ottenuto Presidenziale permesso ha citato nel giorno 13 dicembre 1811 il marito dinanzi a questa Corte di Giustizia [di Padova] perché venghi deciso che atteso il di lui sbilancio e conseguente pericolo delli di lei titoli ed azioni, possi procedere alla separazione di tanti beni, quanti bastino a cautare ed assicurare l’azioni stesse.

A seguire, è presente anche la stima di tutti i beni e di tutte le passività dei coniugi. La Corte, riunitasi il 10 febbraio 1812 a Padova, pronunciò

che possa l’attrice procedere alla separazione di  tanti [beni] del Marito, quanti sieno sufficienti a cautare ed assicurare” i suoi beni. [cautare vedi cauzione: garanzia]

Segnatura: ASGO, Ufficio tavolare di Gorizia – Libri e strumenti tavolari, b. 94, contratto n. 518