Vocazione al bene comune – Documento 1

Cominciamo con una dama di compagnia di tutto rispetto, quale fu stata Ida Ferenczy, a servizio niente meno che della imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria Elisabetta di Wittelsbach, nota come “Sissi”. “Ida von Ferenczy (1839-1928), entrò nel 1864 al servizio della sovrana come lettrice. Proveniente da una famiglia della piccola nobiltà di campagna, Ida ricevette un’educazione limitata, ma la sua forza di volontà la spronò a proseguire gli studi da autodidatta, fino a diventare, sotto la guida della scrittrice Ida Miticzky un’ottima lettrice. Il suo nome fu aggiunto a mano dall’insegnante di ungherese dell’imperatrice, Maximilian Falk, sulla lista delle candidate di alta nobiltà che dovevano essere scelte come dame di compagnia.

Elisabetta la scelse. Sin dal primo incontrò provarono entrambe una profonda simpatia. Nel corso degli anni Ida diventò “amica” dell’imperatrice che si rivolgeva a lei con il “tu”. 

L’accompagnò nei suoi numerosi viaggi, le insegnò l’ungherese, mantenne costanti rapporti con Ferenc Deák e Gyula Andrássy.  Sicura del sincero e profondo affetto, Elisabetta si servì di Ida per flirtare nel costume da Domino durante il ballo mascherato con Friedrich List Pacher von Theinburg; fu lei a “introdurre” a corte l’attrice Katharina Schratt. Nel 1890 fu insignita dell’Ordine della Croce stellata.

La morte tragica di Elisabetta le fece dire: “Con  la morte della regina Elisabetta ho perso tutto”. Vicinissima alla figlia Maria Valeria riodinç gli scritti dell’imperatrice. Una buona parte la prese con sé. Si sistemò a Vienna. Nel 1899 aprì a Budapest un museo un memoria di Elisabetta, il cui patrimonio andò quasi totalmente distrutto durante la seconda guerra mondiale. Ida morì a 89 anni a Vienna; sopravvisse alla morte dell’adorata Maria Valeria, del Barone Nopcsa e dell’amica Maria Festetics.M.B.

In una lettera (redatta in tedesco) listata a lutto inviata a Oscar Cassini 9.11.1898, Ida così scrisse:

[Ne riportiamo la trascrizione]:

“Vienna, 9 novembre 1898, 
Caro conte Cassini, mi è dispiaciuto molto non averla incontrata durante quella settimana terribilmente dolorosa che lei ha trascorso a Vienna! Ero molto occupata, vivevo a Schönbrunn; solo le dame di compagnia erano a Vienna. Lei conosceva perfettamente la situazione e così può capire ciò che ha significato per me la perdita della mia venerata Imperatrice!
Le posso assicurare che mi sento come se tutto in me fosse intriso di sofferenza e che il profondo dolore che porto nel mio cuore è oggi ancora più profondo di due mesi fa! Ancora oggi non riesco a capacitarmi e non so come potrò continuare a vivere perché la mia ragione di vita, la mia felicità e ogni altra cosa sono state distrutte dalla scomparsa dell’amatissima!
Ho quasi completato le tristi incombenze rese necessarie dalla morte della mia amata imperatrice. La camera è stata svuotata e ho consegnato tutti gli effetti personali in base all’inventario; persino la fattoria che tanta gioia aveva procurato in questi ultimi tempi a sua Maestà! Non sono queste delle incombenze strazianti? Il fatto che io sia riuscita a superare tutto questo significa che un essere umano non può morire così facilmente! Ora non possiamo che pregare che il Signore Iddio conservi ancora a lungo il nostro venerabile Imperatore! Dopo quattordici giorni dedicati a una ricerca instancabile finalmente sono riuscita a trovare un piccolo, modesto appartamento nella Reisnerstrasse. La contessa Festetics è a Sojtör.
Adieu, mio stimato amico; come lei spero “che noi rimaniamo i vecchi” e sarò sempre lieta di rivederla, ovunque lei sia.
Con l’amicizia di sempre e i migliori saluti.
La sua devota Ida Ferenczy"

Segnatura: ASGO, Archivio Coronini Cronberg – Atti e documenti, b. 187, f. 455