Vocazione al sacrificio - Documento 2

Elisabetta dichiarò:

Ho sentito a legere l’Atto […] e dico che quello […] sia stato compillato per mio ordine […] atteso che io non sia stata sforzata con preghiere, ne con minacie dal mio M[arito], spontaneamente mi sono disposta […] [a] cedere in solutum per l’importo di fiorini 400 tanta terra di mia rag(io)ne dotale posta nelle pertinenze di questa Giurisdizione di Versa a quella persona, la quale si è esibita di far tall’esborso ad effetto, che questo dinaro venghi impiegato in comprar tanti effetti deservienti per il Negozio della Fornace [che già anni mio marito hà introdotto ed erretto in questa Villa e che con esperienza avuta è riuscito vantaggioso ed hà reso di puri utili una summa non indiferente quantunque in passato mio marito in tal Negozio avesse avuto per compagno associato un altro soggetto, ed ora maggiormente devo sperare più ubertoso [produttivo], proficuo ed utile, stante che il d.o (detto) mio marito ha sciolta la società, e che in conseguenza l’utile non sarà divisibile ma tutto ridonderà in profitto di mia Famiglia come non meno si ricaverà anche beneficio ed utile stande [stante] che la pre[lo]data persona è disposta di darmi in affitto la terra mede(si)ma, che son per cederli in solutum ed altresì d’accordarmi il Patto di Recupera quandocumque […] ]

Nell’atto la stessa Elisabetta ci fornisce altre informazioni su di sé:

Sono d’età d’anni 28 originaria della Villa Veneta di S. Pietro, ed ora abitante in questa Villa di Versa ove sono maritata et recte in reliquis.”

Il giurisdicente di Versa, Lorenzo Giuseppe Barone de Baselli, il 20 marzo 1766 diede il suo responso positivo.

[Dà validità e forza al contratto: “Vista la giurata deposizione della comparente stessa da cui rillevasi l’utilità che con la cessione in solutum di tanta terra di sua ragione dotale pell’importo di fiorini 400 per esser effettivamente impiegati nella compra di tanti effetti deservienti per il Negozio della Fornace del Sig. di Lei marito erretta in Versa, risultar possa a beneficio e vantaggio ubertoso di tutta la sua famiglia; resta perciò l’intiera validità e forza del Contratto da stupularsi interposto il Giudizial nostro decreto e authorità in supplementum cuiuscumque defectivo [sint].”]

Segnatura: ASGO, Pretura di Gradisca, b. 35, f. 35 (18 marzo 1766)