Vocazione alla maternità - Documento 6

Ma anche che nel 1930, “sebbene straniero, egli rispose volontariamente alla chiamata della sua classe alle armi e venne incorporato quale soldato” in un reggimento di stanza a Verona, dal quale fu congedato dopo qualche mese “essendo emersa la sua qualità di cittadino polacco”, pur avendo lui “servito con fedeltà ed onore”.

Giacomo non demorse. In lui il desiderio di accreditarsi come italiano e come fascista fu così forte che nel 1935 “con la prima Legione operai militarizzati, si portò volontariamente in Africa Orientale” allo scoppio della guerra italo-etiopica.

Povera Rosa, verrebbe da dire! In fin dei conti, nonostante tutto la fortuna rimase dalla parte del coraggioso Giacomo. Le carte successive ci indicano che “[n]el 1941, essendo di razza ebraica, fu internato a Tarsia (Cosenza) da dove, nel luglio 1944 si trasferì a Bari. Fece nuovamente ritorno a Gorizia nel maggio 1945 e riprese la sua attività lavorativa di venditore ambulante di tessuti.” Quasi sei milioni di ebrei polacchi patirono, purtroppo, ben altra triste sorte.

Segnatura: ASGO, Prefettura di Gorizia – Archivio generale, b. 564, f. 1608