Il riordinamento degli Atti civili del Giudizio distrettuale di Quisca (1791-1846) – Resoconto della conferenza

L’affollamento delle grandi occasioni non c’è stato, ma il pubblico presente alla presentazione del riordinamento del fondo archivistico del Giudizio locale, poi distrettuale di Quisca/Kojsko (1791-1846) era quanto mai distinto, con autorevoli presenze istituzionali d’oltre confine. Nella sala conferenze della Fondazione Palazzo Coronini Cronberg, alle ore 18, nell’ambito del ciclo di incontri “Storie goriziane. Documenti e voci di un territorio”, il direttore dell’Archivio di Stato di Gorizia, Marco Plesnicar, ha illustrato l’esito di un lavoro relativo ad un piccolo ma prezioso complesso documentario, culminato nell’indicizzazione informatizzata di ben 6.203 pratiche giudiziarie prodotte da questa magistratura di primo grado attiva nel Collio tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, ricondizionate e conservate in 303 fascicoli contenuti in 52 faldoni. Grazie alla nuova base dati, l’utente potrà effettuare la propria ricerca tra le informazioni suddivise in 11 campi descrittivi (numero di corda, numero del faldone, del fascicolo, la data e numero di registrazione a protocollo, l’attore o prima parte in causa, il suo luogo di provenienza, il reo convenuto o seconda parte in causa, il suo luogo di provenienza, l’oggetto della pratica e il campo delle note). In tal modo, sarà possibile ritrovare i nomi delle persone coinvolte nei procedimenti, oltre a quelli delle località ivi menzionate, riportati secondo la redazione del tempo e facilmente riconoscibili grazie alla tavola di raffronto con le odierne diciture slovene e italiane. Gli atti in esso reperibili trattano gli affari più svariati: si va dalle sentenze di risarcimento, in denaro o natura, agli incanti giudiziari per inadempienza dei pagamenti, alla risoluzione delle contese per il pascolo, al taglio di un determinato bosco o alle confinazioni delle proprietà; ancora, vi si ritrovano numerosi estimi e inventari dei patrimoni, le dichiarazioni di morte e gli atti di successione (ventilazioni ereditarie e rapporti di sigillazione), i patti dotali, le dichiarazioni di maggiore età, il consenso al matrimonio per la prole ancora minorenne (cioè con meno di 24 anni) e non solo. Lo studio di questa documentazione potrà risultare vantaggioso ai cultori di svariate discipline, a partire dalla storia del diritto e delle istituzioni, passando per i cultori della storia del costume o della cultura materiale, senza dimenticare gli studi sulla civiltà agricola e sul paesaggio, trattandosi di una microregione di frontiera caratterizzata da un marcato pluralismo linguistico e culturale.

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