Vocazione al sacrificio - Documento 1

Conosciamo dunque Elisabetta Baldas, nata Marini, moglie di Giacomo [NB Manca l’angolo in alto a sinistra dei fogli…].

Elisabetta fece una deposizione giurata e chiese al Giurisdicente di Versa di poter vendere parte del terreno che aveva portato in dote per l’acquisto di strumenti utili alla fornace del marito: ciò avrebbe potuto essere cosa “proficua e vantaggiosa per vantaggio e beneficio di tutta la Famiglia”.

Ella spiegò che l’anno precedente suo marito aveva avuto per compagno un altro soggetto nel Negozio della Fornace e che avevano ricavato una somma non indifferente “di puri utili”; perciò, a distanza di un anno, il marito decise di sciogliere la Società e di prendere il negozio unicamente per sé. Con la vendita del terreno dotale, Elisabetta poté pagare quanto spettava al socio del marito e “in conseguenza l’utile non sarà [stato] divisibile ma tutto ridonderà in profitto di mia Famiglia ”.

Segnatura: ASGO, Pretura di Gradisca, b. 35, f. 35 (18 marzo 1766)