
Giorno del Ricordo – Anagrafe polesana
Il contesto storico era di quelli delicati: la città di Pola, inclusa nella Zona A tratteggiata dalla Linea Morgan, viveva in un clima di forte tensione politica e con la
Il 18 agosto 1867 a Medea, come peraltro in tutto il territorio dell’impero asburgico, si è festeggiato solennemente il compleanno del sovrano, Francesco Giuseppe, nato nel 1830 ed asceso al trono nel 1848.
Una tradizione che, in alcune località del Friuli austriaco, rimase nella memoria anche dopo la fine della duplice monarchia e nella località di Giassico, presso Cormòns, sussiste tutt’oggi, anche se con il nome, più aggiornato, di “Festa dei popoli”.
Tornando a Medea, la ricorrenza celebrata nel 1867 è stata particolarmente evocativa perché – dopo la fine della III guerra d’indipendenza e l’annessione del Veneto al regno d’Italia – il confine di stato italo-austriaco era stabilito a breve distanza dall’abitato di Medea, dal cui Municipio (Podestaria) proviene il seguente rapporto, indirizzato alla Pretura mista di Cormòns, contenente il dettagliato resoconto dei festeggiamenti.
Il perfetto corsivo con cui è redatto il documento, consente una lettura agevole del suo contenuto anche ai non addetti ai lavori. In calce si riporta, testualmente, un breve tratto conclusivo:
“ (…) Finite le luminarie e gli spari ritornarono gli abitanti ai loro tetti; – senza che durante tanta festa si avesser a deplorare il benché minimo dispiacere, disordine o la benché minima disgrazia. – Si aggiunge, che per quanto il poté l’esausta Cassa comunale contribuì per lo acquisto di parte della polvere adoperata per gli spari. Che il molto reverendo Parroco locale, durante la Messa solenne, con parole veramente evangeliche dall’altare raccomandò a questi popolani di continuare [sottolineato nel testo] ad astenersi da qualunque ostile dimostrazione alla Nazione Italiana. (…) ”
Probabilmente, il richiamo del pievano fu dettato dalla necessità di mantenere calmo l’entusiasmo patriottico e dinastico, nei confronti della Casa d’Asburgo, dei proprî parrocchiani, accalorati dalla vicinanza del giovane (ed ingordo) regno sabaudo.
Segnatura archivistica: ASGO, Pretura mista di Cormòns (1866-1868), b. 1, f. 1.

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