
Giorno del Ricordo – Anagrafe polesana
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Immaginate, per un attimo, di non essere raggiungibili telefonicamente perché il vostro nome, o come diremmo oggi “il vostro contatto”, è stato cancellato da tutte le rubriche esistenti.
Siamo a far memoria non di una cancellazione accidentale o causata da chissà quale virus informatico, ma di un’azione progettata e perpetrata nei confronti di un determinato gruppo di persone, di cittadini.
All’interno del fascicolo relativo a “Giudei in provincia di Gorizia”, contenente disposizioni di massima, è reperibile una circolare diramata dalla Regia Prefettura di Gorizia il 2 luglio 1941 a podestà e commissari prefettizi della provincia, nonché alla Società Telefonica delle Venezie, che prescrive: “Eliminazione dei nominativi ebraici dagli elenchi telefonici”.
In base alla disposizione, tutti gli appartenenti alla razza ebraica (inclusi i “discriminati”, vale a dire i non soggetti alle disposizioni nei confronti degli ebrei, in base all’articolo 14 e seguenti del Regio decreto legge 17 novembre 1938-XVII, n.1728 “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”) ma anche le ditte ebraiche dovevano essere eliminati, rimossi da elenchi telefonici e anche da pubblicazioni similari, di notevole interesse. A tal fine, le Società telefoniche italiane (sul territorio di Gorizia la TELVE) avevano la possibilità di consultare presso i Comuni della provincia i dati delle denunce di razza ebraica.
Il documento, angosciante nel suo asettico schematismo, fa riflettere sull’importanza della comunicazione anche all’epoca (e anche se ancora su formato cartaceo) e sulle strategie di segregazione adottate per escludere la popolazione ebraica da ogni forma di pubblicità, in un’ottica di immobile isolamento.
Una riflessione per non cancellare e per non dimenticare.
Segnatura archivistica: Prefettura di Gorizia – Archivio di gabinetto (1927-1947), b. 50 f. 104, circolare n. 1375 del 2 luglio 1941

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