MAGGIO 2026 – Mamme al lavoro

Sono appena trascorse due ricorrenze che ci hanno offerto l’occasione di riflettere, ancora una volta, sulla tutela dei lavoratori, ma soprattutto sulla protezione di una “categoria” che ci sta particolarmente a cuore: le mamme. Il documento del mese di maggio è testimone di un periodo in cui l’assetto sociale andava ridefinendosi e la demografia risultava essere il fulcro della politica familiare. L’art.16 del Regio Decreto n. 654 del 22 marzo 1934 – pietra miliare nella tutela della maternità nel mondo del lavoro – obbligava il datore di lavoro a istituire una camera d’allattamento nelle dipendenze dei locali di lavoro quando, in questi, fossero occupate 50 donne dai 15 ai 50 anni d’età. Curiosamente, si constata come a Gorizia non tutti rispettassero queste indicazioni.

Ci si è imbattuti infatti nella denuncia inviata al Prefetto di Gorizia dall’Opera nazionale per la protezione della maternità e dell’infanzia (O.N.M.I.) relativa all’inadempienza della “Tintoria e Calzificio G. Brunnschweiler & C. già Adolfo Moser”. Alla scontrosa dabbenaggine dei titolari, che sostenevano di possedere la camera di allattamento e di volerne inserire una più ampia in una nuova ala già progettata, rispose il podestà di Gorizia il quale, relazionando su una visita ispettiva dell’Ufficiale sanitario comunale, dichiarava che “[la] sala di allattamento non esiste, però il proprietario ha messo a disposizione delle operaie madri una stanza nella propria abitazione, ma nessuna mai ha voluto ricorrere”. Il podestà rilevava che in effetti erano le stesse mamme a non usare il servizio, spesso per la vicinanza alle rispettive case o per la semplice volontà di non esporre i bimbi alle intemperie e a quelli che oggi definiremmo “rischi biologici e chimici”.

Preoccupandosi dunque di trovare una soluzione che fosse pratica e immediata, in attesa dell’ampliamento promesso dall’industriale, il primo cittadino suggerì “di adibire [per l’allattamento] una stanza a piano terra in contiguità degli uffici (…), già munita di latrina, con poca spesa”, ambiente che fosse ospitale, riservato, dotato di servizi ma anche al riparo dalle esalazioni industriali. Non siamo in grado di rassicurarvi sull’esito della vicenda, poiché, probabilmente a causa dello scoppio del secondo conflitto mondiale, fu vanificata qualunque istanza in merito.

Una cosa però rimane certa: non c’è manifattura che tenga, il lavoro di una mamma rimane il più difficile del mondo!

ASGO, Prefettura di Gorizia – Archivio generale (1927-1962), b. 1297, f. 3685

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