“Marzo ventoso, frutteto maestoso”, ricorda un detto popolare, e il mese che si sta concludendo, per il suo carattere capriccioso e instabile, ci ha riservato diverse giornate ventose, ma anche già brillanti e calde.
Durante i momenti particolarmente afosi, quale miglior toccasana, nelle borsette delle signore, di un ventaglio? Parefresc, ventilator, Lüfter, fan, admirador, vintuline, spavolento, véntola … in qualsiasi lingua o dialetto ci esprimiamo, nell’immaginario comune è sinonimo di eleganza e in passato anche di lusso.
Il documento proposto per il mese di marzo è la locandina di una mostra dedicata al ventaglio antico, organizzata nel 1966 dalla Pro Loco di Gorizia, sotto la presidenza di Michele Formentini, e curata dalla Presidente del Soroptimis Club di Gorizia Lella Fiore. L’esposizione, autorizzata dalla Questura di Gorizia, è avvenuta nella galleria di Corso Verdi 100/E, dove i fortunati hanno potuto ammirare ben 50 ventagli, di epoca sette-ottocentesca, appartenenti a famiglie goriziane e non solo.
Tali accessori, descritti in maniera dettagliata nella brochure, provenienti anche da Spagna e Francia per giungere fino a Cina e Giappone, erano vere e proprie opere in miniatura, dalla fattura pregiata: con il manico in avorio, madreperla o tartaruga, intarsiato anche in oro, ornati di pizzi, seta e organza, e talvolta impreziositi con raffigurazioni di scene famigliari, campestri o mitologiche, i ventagli erano l’oggetto ideale da mostrare in società nei salotti più esclusivi o da usare con garbo nelle giornate calde e afose.
Accogliendo dunque la primavera come momento di rinascita e rimanendo in attesa del periodo estivo, oggi possiamo solo sognare e immaginare questi piccoli e deliziosi gioielli artistici, che sessant’anni fa avranno sicuramente estasiato gli occhi dei visitatori.
Segnatura archivistica: ASGO, Questura di Gorizia – Manifesti, b. 2, f. 9 anno 1966.