
Giorno del Ricordo – Anagrafe polesana
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Tra gli affari contenziosi sottoposti al giudizio del Tribunale circolare di Gorizia abbiamo trovato un documento scritto da un padre, tal Antonio Grusovin, proprietario di una casa sita a Gorizia al numero 179 (della vecchia militare coscrizione). Egli, “non abbisognando detta casa e volendo far cosa grata ai figli Antonio e Giuseppe, permise loro di abitarla precariamente senza però incontrare in proposito obbligo di sorte, che limitar potesse i suoi diritti di proprietario”. I figli abitarono per diversi anni in questa casa ma “Essendo venuto ora il momento che esso firmato adopera questa casa ed avendo dall’altro canto provveduto per una conveniente abitazione pei suddetti suoi due figli in altra casa, così desidera esso di averla a sua libera disposizione”. Siccome Antonio e Giuseppe “non intendono di dimetterla in via amichevole”, vantando pretese o diritti, il padre si trovò costretto a rivolgersi al Tribunale perché decidesse in merito con sentenza: i figli sarebbero dovuti sloggiare entro 14 giorni e pagare le spese processuali. Fra gli atti abbiamo trovato varie richieste di dilazione dei tempi della pratica da parte dei figli e, alla fine, non è stato possibile sapere chi l’abbia avuta vinta.
Incuriositi dalla vicenda, abbiamo approfondito la ricerca e trovato un’altra pratica di anni successivi, con gli stessi attori come protagonisti, relativa alla divisione delle proprietà Grusovin in seguito alla morte di Maria Grusovin nata Cibiz, moglie di Antonio e mamma dei figli ingrati. Nonostante non sia citata la casa al numero 179, vi assicuriamo che l’eredità di Maria comprendeva una quantità di beni davvero notevole.
In questi giorni di inizio estate, in cui qualcuno pensa di lasciare ad altri la propria casa mentre è in vacanza, vi invitiamo a stare particolarmente attenti…
Segnatura archivistica: ASGO, Tribunale circolare di Gorizia (1854-1897), busta 66, filza 77/a, III 1884/76

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