Dantedì 2022 – Dante parla anche tedesco

La giornata del 25 marzo è stata istituita dal Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura, come giorno nazionale dedicato a Dante Alighieri. Con tale scelta si vuole celebrare in tutta Italia e nel mondo intero il genio del divino poeta, e appunto il 25 marzo viene identificato, tra gli studiosi, come l’inizio del viaggio nell’aldilà intrapreso da Dante e descritto nella sua Divina Commedia.

Anche l’Archivio di Stato di Gorizia ha voluto celebrare tale giornata (dopo l’evento dello scorso anno che ha visto come protagonista il bassorilievo in cotto di Tino Piazza, dedicato alla Divina Commedia, che fa bella mostra di sé nella Sala di studio dell’Istituto) individuando un’opera collegata alla grande figura di Dante. Quale migliore scelta se non la “Divina Commedia” stessa.

Infatti, si vuole qui presentare un’edizione di pregio del poema, facente parte della Biblioteca della Fondazione Coronini Cronberg che qui brevemente presentiamo.

La secolare collezione libraria della famiglia Coronini, che vide forse il suo massimo splendore con il conte Michele Coronini Cronberg (1793-1876), il quale fece ampliare il palazzo di famiglia creando così un’ala apposita per conservare la biblioteca, andò sfortunatamente distrutta – dopo svariati trasferimenti nel tentativo di salvarla – nel corso del Novecento a causa delle due guerre mondiali e in particolare nella distruzione del casello di Kromberk (Moncorona) avvenuta il 18 settembre 1943. Grande fu lo sconforto nel constatare la dispersione degli splendidi volumi che erano stati minuziosamente descritti nel catalogo del 1880. Questi toccavano tutte le tematiche, dalla letteratura italiana, a quella francese e tedesca; dal diritto alle scienze fisiche e naturali; dalla letteratura di viaggio ai dizionari delle lingue più esotiche. Soprattutto i secoli XVII e XVIII erano ben rappresentati (si pensi alla splendida edizione del De re diplomatica di Jean Mabillon tanto cara al conte Rodolfo Coronini Cronberg), comparendovi anche un buon numero di cinquecentine e perfino alcuni incunaboli. A partire da questo catalogo il conte Guglielmo Coronini Cronberg (1905-1990), assieme a sua sorella Nicoletta, intrapresero l’arduo compito di riportare alla luce – come una rinnovata Araba Fenice – la biblioteca. Lo fecero non solo per l’importanza che essa rivestiva non solamente per la famiglia, bensì per un intero territorio, quello goriziano, che aveva bisogno (mai come allora) di una rinascita, anche culturale, dopo gli estremi orrori della guerra.

Guglielmo si dedicò in primis ai locali della biblioteca all’interno del Palazzo Coronini, rifacendo la pavimentazione e il soffitto e allestendo dei mobili in stile Rinascimento toscano in modo da degnamente accogliere i volumi che si apprestò, nel corso della sua lunga vita, ad acquistare presso le più svariate librerie antiquarie di tutta Europa. I libri acquistati volevano, come detto, ricostruire quella che fu l’antica biblioteca di famiglia, ma sono testimonianza anche dei vasti interessi culturali di Guglielmo.

Ancora una volta il mondo degli archivi si intreccia a quello dei libri, infatti grazie alle carte d’archivio conservate all’interno della serie archivistica “Amministrazione corrente” facente parte dell’Archivio storico Coronini Cronberg, si possono ricostruire gran parte delle acquisizioni effettuate dal conte. Tra questi è doveroso citare lo splendido “Dioscoride”, opera di Pietro Andrea Mattioli, e le molte opere di Casanova, così numerose e importanti da costituire una delle raccolte più interessanti per quanto concerne lo scrittore veneziano del Settecento.

Tra tutti questi tesori, in occasione del Dantedì, è stata individuata una bella edizione tedesca della Divina Commedia. Si tratta della “Dante Alighieriʼs Göttliche Komödie” tradotta da Wilhelm Krigar, illustrata da Gustav Doré e con una prefazione di Karl Witte. L’opera venne pubblicata a Berlino dall’editore Moeser attorno al 1870 (la data di pubblicazione non viene indicata né sul frontespizio né in altre parti significative dei volumi) ed è suddivisa nei tre volumi “Inferno”, “Purgatorio” e “Paradiso”. L’opera è di pregio e alquanto rara, infatti è conservata da sole due biblioteche italiane (facenti parte del Servizio bibliotecario nazionale SBN): dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze e dalla Biblioteca civica di Padova. I volumi, in-folio, presentano una legatura coeva con una coperta in cuoio. I piatti sono abbelliti da delle filettature impresse in oro, il dorso presenta quattro nervature e i tagli sono splendidamente dorati. Sfortunatamente l’esemplare conservato all’interno della Biblioteca Coronini risulta leggermente deteriorato, in particolare risulta mutilo del piatto anteriore e con vistosi segni di bruciatura lungo il dorso. Tale stato di conservazione non perfetto non pregiudica l’osservazione delle splendide illustrazioni che contraddistinguono questa edizione. In particolare una splendida antiporta calcografica, a opera del sopra menzionato Gustav Doré, raffigura il sommo Poeta in un’espressione a dir poco ieratica e altrettanto belle sono le raffigurazioni delle varie scene della Divina Commedia che sono interpolate all’inizio di ogni canto. In questo caso le immagini parlano da sole e non hanno bisogno di ulteriori descrizioni.

Si è volutamente dare risalto a un’edizione straniera per enfatizzare quanto la figura di Dante Alighieri primeggiasse (e continua a farlo) non solo in Italia, ma nel mondo intero. La traduzione di Krigar fu recensita positivamente da Giuseppe Jacopo Ferrazzi nella bibliografia edita nel 1871, in calce al suo monumentale Manuale dantesco. Si potrebbe quindi ipotizzare che il Dantedì da giornata nazionale divenisse una vera e propria giornata internazionale, vista l’universalità della diffusione dell’opera letteraria di messer Dante Alighieri.

Segnatura: Biblioteca Coronini Cronberg, n. 4133

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