
GENNAIO 2026 – Soldato camuffato, poeta infuriato
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È il 17 marzo del 1899 quando l’imperial regio consigliere aulico del Capitanato distrettuale di Gorizia scrive al Municipio di Gorizia informandolo di una situazione assai spiacevole:
“Risulta da una denuncia per truffa che l’ex negoziante Angelo Supancich abitante in via Dogana (rimpetto la fontana) va vendendo ai negozianti delle partite di Polmonese che spaccia falsamente come prodotto della ditta Modolo, evidentemente non sono adatte alla consumazione e probabilmente sono nocive alla salute. In prova se ne rimette una mostra. Mentre l’Ufficio di Polizia curerà la parte criminale del fatto voglia codesto incl[ito] Municipio procedere a norma di legge quale autorità sanetaria e darmi parte di ciò che varà creduto bene di disporre, restituendomi la mostra, quale parte di un corpus delicti.”
Il Municipio incarica allora verbalmente il civico commissario d’annona di praticare “delle visite sanitarie in diversi negozi di commestibili di questa città, per persuadersi sullo stato di bontà delle salsiccie, che in questi vengono poste in vendita”. Occasione succulenta per il commissario, che nel medesimo giorno “procedeva alla confisca di complessivi chil[ogrammi] 34,55 di salsiccie (polmonese) affatto guaste ed inammissibili al consumo”. Secondo le personali dichiarazioni dei commercianti, la maggior parte delle salsicce venne da loro acquistata proprio da “Angelo Suppanzig”, ex negoziante in commestibili.
Il funzionario preposto all’indagine prega allora il Municipio “di voler approvare la confisca ed ordinare l’opportuno per la distruzione delle salsiccie confiscate.”
Che le salsicce confiscate siano poi state effettivamente distrutte o meno, non è dato sapere… Noi speriamo che in quella Pasqua del 2 aprile 1899 nessuno dei malcapitati acquirenti abbia sofferto di problemi di digestione.
Segnatura archivistica: ASGO, Archivio storico del Comune di Gorizia (1830-1927), b. 634 f. 1061/I prot 3293 del 17 marzo 1899

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